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Veltroni è il nuovo Mao e Bettini il suo Lin Piao

Il modo in cui Walter Veltroni si prepara a sfruttare la “questione morale” sarebbe surreale, se non fosse profondamente immorale. In sintesi, Veltroni ha già fatto sapere che quanto sta accadendo a Napoli e altrove dev’essere occasione per un “più profondo rinnovamento”. Naturalmente guidato da lui medesimo. Perché “questo non è il mio PD” (ma se non è il suo, di chi mai sarà?). Goffredo Bettini ha tradotto più chiaramente: “Da oggi più poteri a Walter”.

È il meccanismo maoista del “fuoco sul quartier generale”, a patto che il Generale venga tenuto al riparo. È la solita pretesa di incarnare tutto e il contrario di tutto, con la sola condizione di poter sopravvivere a se stessi. Perché la prima e principale “questione morale” è la caduta verticale di credibilità di gente come Veltroni, Bettini, D’Alema, Rutelli e di tutti coloro che stanno convergendo sull’affondamento del PD come risultato della propria permanenza al comando.

Un gruppo che ha fatto dell’irresponsabilità istituzionale la propria regola di comportamento, incapace com’è di pensare a soluzioni diverse dalla propria sopravvivenza. Il maoismo veltroniano ne è l’ultima, patetica incarnazione. Chiunque, dentro quelle stanze, avesse a cuore la sopravvivenza del PD dovrebbe entrare e sollevarli di peso.

 

Pubblicato il 18/12/2008 alle 15.47 nella rubrica diario.

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